
ll processo creativo è qualcosa di estremamente delicato. Nel momento in cui un’idea nasce, rimane per qualche tempo in uno stato embrionale, nutrita da entusiasmo e immaginazione.
Dopo questo primo stadio, fatto di proiezioni ideali su quella che sarà la natura del progetto, l’idea viene timidamente alla luce e qui incontra il suo primo ostacolo.
Si tratta di una delle fasi più fragili, quella in cui la propria creatività si scontra con una realtà che non sempre è dalla sua parte.
Spesso, nella relazione con il reale, e tutti i fattori che lo compongono, il pensiero deve arrendersi ad una razionalizzazione che non sempre è edificante.
Questo è il momento in cui il terreno sicuro su cui sembrava di star camminando viene scosso, e per poter procedere senza paralizzarsi è necessaria una certa dose di reattività e capacità di adattamento.
Una dote non secondaria per un creativo, che su questo processo fonda il suo lavoro.
Il progetto nasce proprio come reazione ad una serie di risvolti negativi nello sviluppo delle idee precedenti. Dopo una serie di aggiustamenti al progetto originale mi sono scontrato con un problema logistico fuori dal mio controllo.
Un po’ scoraggiato per aver dovuto abbandonare un’idea a cui ero affezionato, ho provato a ripartire dal mio quotidiano, guardando ciò che mi circondava con una prospettiva diversa.
Da ormai due anni, ogni settimana mi occupo di raccogliere i sacchi della spazzatura del mio condominio per portarli in strada.
L’idea di raccontare questa realtà quotidiana mi è venuta quasi un anno fa, quando ho iniziato a produrre una foto a settimana della spazzatura nella strada sotto casa, in qualsiasi condizione metereologica.
Ho raccolto una quarantina di fotografie apparentemente uguali, ma che in realtà raccontano i retroscena di un gesto che spesso viene dato per scontato.
Ho sfruttato quest’occasione e la libertà che avevo, sia a livello espressivo che tempistico, per far dialogare diverse tecniche narrative approfondite negli ultimi due anni.
Ho deciso di ampliare il racconto mostrando lo scenario in cui si svolge la storia, andando quindi a fotografare i vari ambienti del condominio.
A questo, ho poi accostato un breve video realizzato tramite la tecnica dello stop motion. L’unione di tutto il materiale fotografico e video crea un resoconto ironico e realistico di quello che succede nel silenzio delle prime luci del mattino in una delle tante vie nel centro di Milano.